Rompere il ghiaccio con lo Psicologo grazie alla Psicologia al Telefono

 

Rompere il ghiaccio con lo Psicologo

grazie alla Psicologia al Telefono


La relazione psicoterapeutica è possibile grazie alla comunicazione tra due persone, l’una portatrice di richieste e l’altra che possiede la competenza specialistica e la disponibilità professionale per rispondere in modo adeguato a tali richieste.

Una comunicazione particolare, che ha sempre avuto regole ben definite, per quanto riguarda la preparazione dello specialista, la sincerità del paziente, la reciproca chiarezza ed onestà, ed altre regole rimodulabili di volta in volta, concentrate sulla forma del contratto terapeutico e soprattutto sul setting che di per sé racchiude la modalità del percorso, ossia: i tempi, la frequenza, la modalità delle sedute, il contesto spazio-temporale, i ruoli e le reciproche funzioni.

Avvicinarsi a tutto questo spesso non è facile per le più disparate motivazioni e, facendo una piccola ricerca, mi sono accorta che da sempre, o meglio, almeno da quando internet si è affacciato nelle nostre vite, se non da prima, si è cercato di modificare l’approccio al setting e alla psicologia più tradizionale.

L’intento?
Quello di aggirare la rigidità legata alla forma e avere maggiore velocità di risposta nel momento in cui se ne ha più bisogno. Questo vale per il cyberspazio e vale anche per la psicologia al telefono.
Allarghiamo il campo, facciamo un passo indietro e vediamo, dalla metà del novecento ad oggi, su cosa ha lavorato la tecnologia in tale direzione e riflettiamo sul perché.

 

Il primo tentativo di creare un software interattivo con possibilità terapeutiche risale al 1966, quando il professor Weizenbaum, allora ricercatore di cibernetica al MIT (Massachussets Institute of Technology) elaborò ELIZA, un programma in grado di simulare il linguaggio naturale.
(http://www.masswerk.at/elizabot/index.html)
ELIZA fu un esperimento di intelligenza artificiale, non un terapista computerizzato, tuttavia creò nella mente di molte delle persone che per gioco o meno utilizzarono il software, l’illusione persistente di essere capiti, compresi. Si cercava conforto, appoggio, perché parlare con ELIZA e non rivolgersi ad un professionista? Il Prof. Colby, altro ricercatore, approfondì il lavoro di Wiezenbaum elaborando quindi SHRINK. Un sistema concettualmente equivalente a ELIZA dal punto di vista informatico ma tecnologicamente più avanzato.

Nel 1950, a Londra, nasce il primo servizio di aiuto al telefono (una Help Line per prevenire il suicidio)

Nel 1964 a Firenze nasce “Voce amica”.

In America poi, con l’avvento di Internet, sono nati siti specifici di counseling psicologico on-line.

Perché sono nati questi siti? Perché ricercare nuovi approcci di comunicazione?

Il cyberspazio o la psicologia al telefono offrono la possibilità di aggiungere moderne forme di relazione e di contatto interpersonale, in cui dimensioni come il tempo e lo spazio si dilatano e perdono i contorni entro i quali eravamo abituati a stare, ed in cui la stessa presenza fisica degli interlocutori e la loro reciproca conoscenza sembrano diventare meno importanti, perché la cosa importante è sopperire alla necessità, la cosa importante è parlare, magari proprio nel momento in cui se ne ha davvero bisogno, magari solo per capire cosa sta succedendo in noi nel momento presente.

L’approccio telefonico permette un accesso facilitato a professionisti in grado di fornire aiuto e consulenza.
Il servizio è rivolto a chi?

E’ rivolto a tutti ma soprattutto a tutte quelle persone, e ahimè ce ne sono moltissime, che non trovano, o non vogliono trovare, sostegno nel proprio ambiente sociale (familiari, partner, amici, etc.), e/o non riescono a rivolgersi direttamente a un servizio del proprio territorio per le più disparate motivazioni, come: il pregiudizio, la timidezza, la vergogna, i problemi geografici, fisici e non da meno i costi.

Siamo andati avanti, ma non sarà che queste motivazioni sono state, allora come oggi, il movente per concentrare gli studi su piattaforme come ELIZA o creare nuovi approcci come la psicologia al telefono?

L’uomo è sempre lo stesso ma le difficoltà emotive e non, se possibile, sono anche aumentate. Per questo sono nate queste nuove forme terapeutiche.

L’attenuazione delle inibizioni sociali favorisce l’apertura personale, e permette a chi si rivolge a questi servizi di arrivare al punto velocemente e facilmente, senza preamboli, imbarazzi e paure come avviene nell’interazione face to face.

Si annullano i confini tra terapeuti e clienti, permettendo a questi ultimi di contattare un professionista in ogni momento della giornata, nella privacy della propria casa, con un anonimato che porta il paziente ad esprimersi più liberamente, abbassando il livello del controllo cosciente, trovando un vero e proprio supporto.
Non stiamo parlando solo di persone con problemi clinici ma anche, e forse maggiormente, di tante altre persone con assenza di problemi clinici che, pur vivendo situazioni di forte disagio, non si sono mai rivolte allo psicologo per paura di essere etichettati dalla società.

Attraverso la psicologia al telefono è possibile avvicinarsi alla terapia, è possibile capire di cosa si tratta, abbattere il pregiudizio, ascoltare un professionista che meglio ci farà capire di quale supporto si ha bisogno o meno, un ponte reale che porta solo verso la serenità.

 

Dott.ssa Manuela Agostini

Psicologa Clinica e di Comunità


 

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